ALTROVE NON AVREBBE ALCUN SENSO

 

Pagina undici del manifesto di giovedì cinque luglio riporta, in taglio basso, una notizia che, per chi vive – o l’ha fatto nel corso della sua vita – a Torino, risulta una vera e propria doccia fredda: se non accadranno fatti nuovi nel frattempo, il trenta settembre prossimo la storica libreria Comunardi, di via Giambattista Bogino 2, è destinata alla chiusura.

La proprietà dei locali – la Crab Holding S.p.A. – tornerà in possesso dei muri per dare loro una nuova destinazione d’uso: l’apertura di un supermercato alimentare, il cui insediamento provocherà l’ulteriore desertificazione della cultura in quella che fu la prima capitale del regno di Italia.

Chi scrive ha trascorso undici anni della propria esistenza nel capoluogo piemontese, ed era un cliente abituale dell’attività, da sempre – aprì nell’ormai lontano 1976 – condotta da Paolo Barsi, che si trova a pochi passi dalla sede delle facoltà umanistiche dell’Università di Torino.

Le dimensioni della libreria sono davvero notevoli – circa duecentocinquanta metri quadrati – e la particolarità che l’ha sempre contraddistinta è che, a sinistra entrando, c’è sempre stata una bacheca esponente le pubblicazioni di qualunque gruppo politico ne facesse richiesta: una unicità che ne ha sempre fatto il crocevia dei militanti della sinistra extraparlamentare, che spesso si incontrano qui e si scambiano opinioni.

Per questi motivi si tratta di una notizia che assomiglia molto ad un pugno sullo stomaco: detto questo è impossibile non concordare con il Barsi quando afferma che abbassare le saracinesche della sede storica significherebbe la chiusura definitiva dell’attività: altrove, la Comunardi non avrebbe alcun senso.

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Conosciamo bene questa storica libreria e la disponibilità del suo gestore. Abbiamo fatto come proletari comunisti alcune presentazioni di libri, da "Ilva la tempesta perfetta" a "Sulla questione di Stalin". La sua continuità - tra le poche librerie rimaste a livello nazionale -  è importante per tutti i rivoluzionari/comunisti. 

 

Salviamo la libreria Comunardi!

La libreria Comunardi di via Bogino 2 non è un semplice esercizio commerciale situato nel cuore di Torino. La libreria Comunardi è un punto di riferimento insostituibile per tutti gli appassionati di cinema, fumetti e saggistica sociologico-politica da oltre trent'anni. 

Questo prezioso spazio di cultura rischia di chiudere a settembre: la società proprietaria dei muri - Crab Holding S.p.a. - ha sfrattato la libreria, consentendo alla costruzione dell'ennesimo, triste, inutile supermercato. 

Siamo cittadini e cittadine - torinesi e non - che si oppongono all'omologazione commerciale che dilaga nel centro storico di Torino. Con questa petizione, vogliamo costruire una controparte popolare che obblighi moralmente la Crab Holding S.p.a. a vendere l'intera proprietà immobiliare alla libreria Comunardi.

Per raggiungere questo obbiettivo, abbiamo bisogno del tuo sostegno, di quello dei tuoi amici, dei tuoi colleghi, della tua famiglia! 

Firma la petizione e condividila con l’hashtag #SAVECOMUNARDI

 STOP OMOLOGAZIONE COMMERCIALE, SAVE COMUNARDI! ●

 

 

 

Bosio (Al), 09 luglio 2018

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

http://pennatagliente.wordpress.com